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Teoria

 

L’organismo vivente è un sistema in grado di mantenere stabile la propria morfologia e costanti le proprietà generali, grazie ad un continuo flusso di materiali, di energia ed informazioni sia endogene che ambientali.


Gli esseri viventi sono un sistema aperto che subisce l’influenza di sostanze e forze di cui si alimenta o a cui viene esposto. Le sue possibilità di mantenere le condizioni interne pur nel variare delle condizioni esterne si chiama omeostasi. Il sistema conserva le sue condizioni interne quanto più è coerente ed elevata l’intensità della circolazione endogena dell’energia e/o quanto meno sono sfavorevoli le condizioni esterne.

Ogni essere vivente emette oscillazioni elettromagnetiche poiché è composto di atomi come ogni altra materia presente nell’Universo. Ogni cellula  emette armoniche di frequenze coerenti in relazione agli atomi, alle molecole, agli enzimi, agli organuli e a tutte le altre strutture di cui è composta. Nei viventi è insita la capacità di discriminare questa specifica banda di frequenze coerenti (chiamata “finestra di Adey”) rispetto al rumore di fondo e di interagire con queste frequenze. Queste si propagano alla velocità della luce e informano costantemente il sistema vivente, contribuendo al mantenimento dell’omeostasi energetica dell’organismo stesso.

La prima cellula, l’unità fondamentale degli esseri viventi è già un sistema in grado di auto-regolarsi, grazie al suo potenziale di membrana. La cellula ha un metabolismo proprio, ha capacità di crescere e riprodursi ed inoltre di comunicare attraverso le onde elettromagnetiche con le altre cellule.

Frequenze elettromagnetiche incoerenti e disarmoniche, come osservato negli studi di biofisica di F. A. Popp e altri. sono causa di squilibri e blocchi del movimento energetico, di problematiche organiche e da lì, della successiva insorgenza di malattie.

Prima che l’organismo si modifichi strutturalmente, dovrà passare tanto tempo in condizioni funzionali mediocri e ancor prima, l’assetto energetico nella stessa area dovrà essere deficitario per un tempo prolungato, tanto da non permettere alle cellule di gestire le sollecitazioni ambientali con la rapidità necessaria.

Per fortuna la condizione energetica è molto più duttile e in costante fluttuazione rispetto ai conseguenti piani funzionale e strutturale ed è quindi in grado di produrre l’ottimizzazione energetica in tempi brevissimi sostenendo di conseguenza la funzione e la struttura senza essere d’impedimento a qualsiasi altra azione sia utile intraprendere.

E’ stato dimostrato come nei sistemi coerenti, privi di disarmonie del flusso energetico, si ha la preservazione dello stato di salute ed il massimo rendimento del sistema organico, cosa che i Cinesi, da migliaia di anni, affermano nei propri testi definendo il risultato dell’attività coerente dei canali energetici dei Meridiani “armonia del Qi”.

In questo insieme di capacità si individua la Vis Medicatrix Naturae ovvero la forza auto-guaritrice della Natura nota dall’antichità che ha modo di manifestarsi quanto più la differenza di potenziale di membrana cellulare è elevata.

Tanto più la cellula dispone di energia tanto più sarà in grado di rispondere a condizioni e sollecitazioni di elevata intensità manifestando una capacità auto-guaritrice maggiore.

Dott.ssa Gentile formula la Teoria della condizione Eudinamica©® negli esseri viventi.

Secondo questa teoria si può giungere alla condizione di vera dinamica dell’energia elettromagnetica in un organismo vivente, che sia esso umano, animale o vegetale solo creando la risonanza delle proprie emissioni elettromagnetiche. Questa nuova condizione prodotta a partire dall’ottimizzazione della dinamica energetica in un sistema elettromagnetico complesso, come può essere quello dei meridiani principali, genera una ripercussione positiva che ottimizza la dinamica di tutti gli altri sistemi energetici dell’individuo e ripristina le aree in cui siano presenti perturbazioni elettromagnetiche locali.

 

Agli effetti l’Eudinamica©® supera la condizione di armonia giungendo alla condizione di ottimizzazione energetica grazie al contributo della fisica quantistica.

In meccanica quantistica, un salto quantico è il passaggio repentino di un sistema da uno stato energetico ad un altro. Il processo viene definito "salto" in quanto è discontinuo, vale a dire che il sistema non attraversa un continuo di stati intermedi. Il fenomeno non è previsto dalla teoria fisica classica, per la quale esistono solo grandezze continue.

In fisica atomica questo salto verso uno stato quantico a maggiore energia è dovuto all'assorbimento di radiazione elettromagnetica sotto forma di fotoni di energia pari alla differenza tra l'energia iniziale e finale dell'elettrone. La probabilità di assorbimento del fotone determina l'allargamento delle linee spettrali dell'atomo.

Questo significa che l’atomo è costituito dagli stessi elettroni, protoni e neutroni ma che rispetto alla condizione precedente, grazie all’energia sotto forma di fotoni in esso accumulata, le strutture che costituiscono l’atomo possono occupare lo spazio con una maggiore stabilità e coerenza.

L’effetto principale dell’aumento di energia, come precedentemente esposto, è una minore suscettibililità alle forze destabilizzanti da cui il sistema viene sollecitato.

L’ottica di prevenzione e la salvaguardia del patrimonio energetico dell’individuo prodotto incrementando la coerenza della circolazione energetica, ben si associa alla necessità di protezione dalle perturbazioni a cui il nostro campo energetico viene costantemente esposto da parte di ripetitori, antenne wi-fi, alta tensione etc.

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